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4B Roberta Sorbo, Orbs, 2026, grafite su carta, 35,5x35,5 cm.png

E.T. TELEFONO TERRA

Giorgio Celiberti

Roberta Sorbo

OPENTOUR 2026

In collaboration with Ababo - Accademia di Belle Arti di Bologna

OPENTOUR HOURS

June 11th, 3 pm – 11 pm, vernissage 6 pm – 8 pm


Friday 12th and Saturday 13th June, 10 am – 1 pm and 3 pm – 7 pm

E.T. TELEFONO TERRA

11.06-11.07.2026

Giovedì 11 giugno, dalle 15 alle 23, Studio la Linea Verticale inaugura E.T. Telefono Terra, mostra bipersonale di Giorgio Celiberti Jr. e Roberta Sorbo, realizzata in occasione di OPENTOUR Bologna 2026, il programma promosso dall’Accademia di Belle Arti di Bologna che mette in dialogo giovani artisti, gallerie e spazi espositivi della città. La mostra rimarrà aperta fino all’11 luglio 2026. E.T. Telefono Terra nasce da una nostalgia profonda: quella di un’umanità che sembra aver perso il contatto con il proprio pianeta. Prendendo spunto dall’immaginario del celebre film di Steven Spielberg, la mostra ribalta la prospettiva narrativa: non è più l’extra-terrestre a sentirsi lontano da casa, ma l’uomo stesso, sempre più alienato dalla Terra e incapace di proteggerla. Dettagli dell’evento: • Titolo: E.T. Telefono Terra • Durata: 11.06 – 11.07.2026 • Artisti in mostra: Giorgio Celiberti Jr. - Roberto Sorbo • Luogo: Studio la Linea Verticale, via dell’Oro 4b, Bologna • Orari ordinari: Dal martedì al sabato, 16-19.30. Le mattine e gli altri giorni su appuntamento Connettiti con noi: Segui gli aggiornamenti e le anteprime della mostra sui social e condividi usando gli hashtag ufficiali: #ettelefonoterra #studiolalineaverticale

PRESS RELEASE

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E.T. Telefono Terra Giorgio Celiberti Jr. - Roberta Sorbo La mostra narra di una nostalgia che ricorda quella provata da E.T., l’extra-terrestre di Spielberg, che nel famosissimo film, a causa di una serie di vicissitudini, è stato abbandonato erroneamente dai suoi simili sul nostro pianeta. Seduto sul suolo indica con il dito lo spazio oltre il nostro cielo: “casa - casa” dice con tristezza e prova a cercare un contatto “telefonico”. Partendo da questa premessa legata alla cultura popolare, abbiamo immaginato di ribaltare la prospettiva, ammettendo di essere noi gli alienati che, da galassie vicinissime ma che ci portano distanti - come la tecnologia, il consumismo, la volontà di potere - non riescono a tornare alla Terra, a riconnettersi con essa e, soprattutto, a proteggerla. Si tratta di una vera e propria nostalgia per casa nostra, una risposta di petto all’emergenza ecologica in corso, espressa tramite i due immaginari, l’uno terrestre e l’altro cosmico, di Giorgio Celiberti Jr. e Roberta Sorbo. Gli insetti che brulicano sotto al pennello di Giorgio Celiberti Jr. compongono quei circa mille milioni di tonnellate di biomassa terrestre che supera di oltre il doppio la biomassa complessiva dell'umanità (stimata intorno ai quattrocentomilioni di tonnellate). Con questa incredibile massa, gli insetti si classificano come "piccole creature che comandano il mondo” per citare il titolo del celebre biologo Edward O. Wilson, rivelandosi come il gruppo più vasto e indispensabile del nostro pianeta. La concentrazione pittorica è densissima e stratificata, rendendo questi minuscoli insetti estremamente imponenti e pesanti, quasi a suggerire un loro continuo formicolare al di sotto, tra le trame della tela. Le linee di contorno più lievi e trasparenti, che si ammassano l’una sull’altra, fanno sfarfallare e ronzare, letteralmente animare, i soggetti, sospesi tra iperrealismo e vibrazione. L’inquinamento atmosferico, la deforestazione, la cementificazione e l’uso di pesticidi hanno tuttavia causato, negli ultimi anni, un drastico calo di coccinelle, farfalle, falene, api e numerosissime altre specie. I ricercatori stimano che la biomassa totale stia calando del 2,5% annuo e sono arrivati a definire il fenomeno un “armageddon ecologico” per gli insetti. É sottinteso che (è solo questione di tempo) lo sarà anche per noi. Gli insetti di Celiberti Jr. si confrontano con i grandi spazi vuoti della tela e ne occupano solo una parte marginale, sono isolati, decontestualizzati, disorientati, a volte martirizzati, elevati a simbolo. L’immaginario cosmico di Roberta Sorbo, esplora le relazioni tra micro e macrocosmo. Le sue vedute spaziali, eseguite a matita su carta, trovano nella superficie bidimensionale un livello teorico e scientifico che ci porta nel mondo degli atomi e dell’energia. I disegni rimbalzano sulle pareti della galleria e si confrontano con detriti spaziali o frammenti geologici, da Sorbo riprodotti utilizzando cere, gesso e pigmenti, dall’aspetto così realistico da tirare in inganno chi li osserva. Gioca a fare il Demiurgo: guarda alla sfera subatomica, dosando con leggerezza la matita e, mossa da generosità, plasma la materia idealmente caotica e preesistente, producendo mondo. É l’Universo consapevole che guarda alla Terra, forse con compassione o forse no, sicuramente con il dovuto distacco e nel frattempo giocola con lo spazio e la forma: alcuni detriti sono in levitazione al di sopra delle carte, stese a terra, altri interagiscono tra loro, creando fasi di equilibrio ed instabilità. Le opere di Sorbo, così radicate nella struttura planetaria, ci ricordano altresì la tracotante follia umana e la rincorsa alla conquista di altre abitazioni interstellari. É necessario ristabilire un contatto tra l’alieno e casa sua. E.T.: Telefono. Elliott: Telefono? ha detto telefono! Ha detto telefono Gertie: Non ti sei lavato le orecchie stamattina? Ha detto telefono. E.T.: Casa… Elliott: Hai ragione. E.T.: E.T... Casa... Telefono. Gertie: E.T. telefono casa!

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info e ora

WHERE

Studio la Linea Verticale
​​Via dell'Oro 4B

Bologna

WHEN

11.06 - 11.07.2025

HOURS

Tue - Sat: 4-7.30pm
​​Mornings: by appointment

Sunday: by appointment

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