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Michelangelo Galliani: Sebastianus. Di Marcello Bertolla.

Dal 21 Marzo Studio la Linea Verticale presenta Sagitta. Ordinario-Uomo-Straordinario, prima mostra personale a Bologna dell'artista Michelangelo Galliani. La mostra è corredata dal catalogo ed. Blurb con testi di Marcello Bertolla, Michelangelo Galliani, Alessandro Mescoli, Maria Chiara Wang. In collaborazione con Cris Contini Contemporary e Associazione Ricognizioni sull'Arte. More...

 

SEBASTIANUS

Di Marcello Bertolla


La figura e la storia del martire cristiano San Sebastiano, come spesso capita per le storie dei santi, ci proviene dall’agiografia di Jacopo da Varagine, dalla sua “Legenda Aurea” (1260): 


Sebastiano, uomo cristianissimo di origine Narbonese, cittadino di Milano, era molto caro agli imperatori Diocleziano e Massimiano, tanto da dargli il comando della prima schiera e di volerlo sempre davanti a loro. 


La data di morte stabilita da Jacopo da Varagine è sbagliata, egli la stabilisce nel 187 d.C.: quella corretta è molto diversa, il 288 d.C., tuttavia sono corretti e storicamente attendibili fatti e personaggi. Alla fine del III secolo a.C. l’Impero usciva da una profonda crisi grazie proprio a Diocleziano e alla sua riforma, la Tetrarchia, che ridava stabilità e governo a Roma. 

L’iconografia di certo ha modificato il suo aspetto. Se nell’arte il martire cristiano, ha il corpo glabro, quasi femmineo, si direbbe adolescenziale, il Tribuno militare della Guardia pretoriana, guardia del corpo dell’Imperatore, doveva avere un’età matura e un corpo differente da quello di un efebo. Amico fidato dei due augusti della tetrarchia, Diocleziano e Massimiano, egli doveva avere doti fisiche e militari non comuni. Ma il suo scopo non era quello del potere, come succedeva oramai da cinquant’anni alla Guardia pretoriana, coinvolta sia nell’elezione che negli omicidi di ventuno imperatori, durante quel periodo cupo nel III sec. d.C. chiamato “anarchia militare”. Sebastiano voleva servire Cristo attraverso il suo prossimo, portare cioè conforto ai cristiani destinati al martirio. 


Egli portava i gradi militari solo per confortare le anime dei cristiani quando le vedeva venir meno nei tormenti. (…) “Dunque nell’amore del martirio accendiamo i nostri sentimenti, perché qui il diavolo crede di vincere e perde; egli quando prende, è preso; quando tiene, è tenuto; quando vince è vinto; quando tormenta, è tormentato; quando uccide, è morto; quando assalta, è deriso”. 


Michelangelo Galliani Sagitta Ordinario Uomo Straordinario, Studio la Linea Verticale arte contemporanea Bologna, patrocinio Regione emilia Romagna, testo di Maria Chiara Wang, Cris Contini Contemporary London, per la Rassegna Dell'Umana Dimensione, a cura di Ricognizioni sull'Arte.
Dettaglio: Michelangelo Galliani, Sagitta, 2024, marmo nero marquinia, piombo, 160x55x55 cm.

Tutto nascostamente. Diocleziano sapeva che la sua personale salvezza dipendeva dalla guardia del corpo e quando è venuto a conoscenza della verità lo ha condannato a morte.

 

“Io ti ho sempre considerato tra i maggiori del mio palazzo e tu mi hai sempre ingannato ed hai ingannato anche gli dei”. Ma Sebastiano rispose: “Per la tua salvezza ho sempre adorato Cristo e per la sicurezza dello stato ho sempre reso onore a Dio che è nel cielo”. Allora Diocleziano ordinò che fosse legato in mezzo a un campo e trafitto dalle frecce dei cavalieri. Essi lo riempirono di frecce da sembrare un riccio e credendolo morto se ne andarono. 

Contrariamente a quanto si crede, Sebastiano non è morto a causa delle frecce, ma in seguito, per mezzo di un secondo e definitivo martirio, dopo essere ritornato al cospetto di Diocleziano per rimproverarlo della sua crudeltà verso i cristiani. Liberato e curato dalle ferite, un giorno se ne stava alle porte del palazzo imperiale e quando giunse l’imperatore lo riprese duramente per il male che faceva ai cristiani.


Allora Diocleziano disse: “Non è questo Sebastiano, il quale avevamo comandato che fosse trafitto di frecce?”. E il santo rispose: “Il Signore mi ha voluto risuscitare, perché ti possa riprendere per il male che fai ai servi di Cristo”. L’imperatore lo fece flagellare così duramente che l’anima se ne partì dal corpo e fece gettare il cadavere in una cloaca.  


Dettaglio: Michelangelo Galliani, Sagitta, 2024, marmo nero marquinia, piombo, 160x55x55 cm.
Dettaglio: Michelangelo Galliani, Sagitta, 2024, marmo nero marquinia, piombo, 160x55x55 cm.

Il martire ha ispirato artisti di ogni epoca, soprattutto nel Rinascimento. Tutti conoscono il San Sebastiano del Mantegna, databile al 1481, tela esposta al Louvre. Oppure quello di Antonello da Messina, del 1478, risparmiato dai bombardamenti inglesi di Dresda. Proprio per le fattezze caste del suo corpo, era uno dei pochi nudi autorizzati dalla Chiesa all’esposizione pubblica. Non sono mancati gli imprevisti incresciosi, al limite del comico. Il Vasari, riferendosi al pittore Fra Bartolomeo, dice che: 


laonde per prova fece in un quadro, un San Sebastiano ignudo con colorito molto alla carne simile, di dolce aria e di corrispondente bellezza alla persona parimente finito, dove infinite lode acquistò appresso agli artefici. Dicesi che, stando in chiesa per mostra questa figura, avevano trovato i frati nelle confessioni, donne che nel guardarlo avevano peccato per la leggiadria e lasciva imitazione del vivo, datagli dalla virtù di fra’ Bartolomeo; per il che levatolo di chiesa, lo misero nel capitolo. (Giorgio Vasari, Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, 1568) 


La sua icona è sempre stata presente nei secoli successivi, fino ad arrivare al XX secolo: da “Le Martyre de Saint Sébastien”, opera di Debussy nel 1911, con libretto di Gabriele D'Annunzio, ai riferimenti letterari di Yukio Mishima nella propria autobiografia (“Confessioni di una maschera”, 1948); dalle foto pubblicitarie di Bruce Weber per Versace nel 1996, alla citazione di Zerocalcare nella sua ultima serie Netflix, “Questo mondo non mi renderà cattivo”, del 2023. 

Inoltre, il martirio di san Sebastiano, attraverso le sue rappresentazioni, viene oggi considerato icona di fisicità e sensualità dalla comunità LGTB+


Dettaglio: Michelangelo Galliani, Sagitta, 2024, marmo nero marquinia, piombo, 160x55x55 cm.
Dettaglio: Michelangelo Galliani, Sagitta, 2024, marmo nero marquinia, piombo, 160x55x55 cm.

Festeggiato dal Martirologio romano il 20 gennaio, data del suo martirio, San Sebastiano è considerato il terzo patrono di Roma, dopo i due apostoli Pietro e Paolo. Viene invocata la sua intercessione contro ogni tipo di sofferenza, in particolare le malattie contagiose come le pestilenze; la sua effige è presente ovunque in Europa, testimone del passaggio di epidemie devastanti. 


Michelangelo Galliani affronta oggi questa figura oramai classica per la storia dell’arte. Il suo San Sebastiano ha il corpo scolpito su pietra, nel marmo nero, senza gambe e senza braccia, quasi reperto archeologico. La corda di piombo, legaccio che lo tiene fermo alla colonna, o alla palma, gli cinge la vita. Sono richiami poveristi che creano un cortocircuito con la concettualità dei raggi di luce ad alta direttività, i laser, le frecce scagliate contro di lui da un nuovo invisibile avversario. Il suo lavoro viene dal passato: egli scolpisce pietre, marmo e onice; lavora piombo e cera; utilizza il tempo come elemento creatore e crativo, aperto alla casualità e ai ripensamenti. Ma proprio per questo è simultaneamente moderno, "avanguardia" analogica in un mondo digitale.


E allora, 

grazia piena sia,

o glorioso Martire Sebastiano,

i tuoi strali ci proteggano

da ignoranza, violenza,

sfruttamento e pandemia.

(Preghiera a san Sebastiano, 2024)

 

Titolo: Sagitta. Ordinario-Uomo-Straordinario

Artista: Michelangelo Galliani

A cura di: Maria Chiara Wang

E con la collaborazione di: Alessandro Mescoli

Date: 21.03-11.05.2024

Inaugurazione: 21.03 h 18-20

Luogo: Studio la Linea Verticale, via dell’Oro 4b, Bologna

Apertura ordinaria: dal Mar. Al Sab. 15.30-19

Contributi critici e testuali: Marcello Bertolla, Michelangelo Galliani, Alessandro Mescoli, Maria Chiara Wang

Mostra in collaborazione con: Cris Contini Contemporary, London

Catalogo: Blurb, composizione e identità visiva di Marcello Bertolla

Video, regia e foto di: Mauro Terzi

Ufficio comunicazione e social media: CSArt, agenzia di Chiara Serri - Reggio Emilia, Sandra Sanson, Giorgia Cantelli, Studio la Linea Verticale.

Apparati tecnologici: Nicola Cavazza

Un progetto di: Ricognizioni sull’Arte - Alessandro Mescoli, Massimiliano Piccinini, Federica Sala, Sergio Bianchi, Laura Solieri, Andrea Barillaro, Davide Guerzoni, Giorgia Cantelli e Marcello Bertolla.


Michelangelo Galliani Sagitta Ordinario Uomo Straordinario, Studio la Linea Verticale arte cointemporanea Bologna, patrocinio Regione emilia Romagna, testo di Maria Chiara Wang, Cris Contini Contemporary London, per la Rassegna Dell'Umana Dimensione, a cura di Ricognizioni sullì'Arte.


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