
ARTIST
Navid Azimi Sajadi
(Teheran, 1982)
ACT I
Mostra divisa in due parti a causa dell'attuale situazione geopolitica internazionale
TEXTS
With a testimony by the artist
DATE - HOURS
30.04 – 04.06.2026
Tuesday to Saturday, 4:00–7:30 PM.
MATER EX MATER - ACT I
30.04-04.06.2026
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INFO
Giovedì 30 aprile, dalle 17 alle 20, Studio la Linea Verticale inaugura Mater Ex Mater - Act I, mostra personale di Navid Azimi Sajadi (Teheran, 1982). Divisa in due atti, a causa dell’impossibilità di portarla a termine per l’attuale situazione geopolitica, la mostra viene accompagnata da un testo dell’artista, che unisce al racconto poetico e intellettuale la narrazione di ciò che, negli ultimi due anni, ha impedito la conclusione del progetto. Noi di Studio la Linea Verticale offriremo una breve spiegazione della poetica dell’artista in relazione alla nostra ricerca. La mostra rimarrà aperta fino al 4 giugno. Abstract Nel progetto Mater Ex Mater, Sajadi trasforma la ricerca sul pensiero dualistico in un’esperienza plastica e spirituale, dove l’opera d’arte si fa sintesi tra Oriente e Occidente. Attraverso un’indagine che attraversa lo gnosticismo, il dualismo e il culto di Mitra, l’artista indaga la materia non come semplice supporto, ma come corpo vivente e "soglia" sensibile: un grembo generatore che è, al contempo, luogo di prigionia e di potenziale liberazione. Scrive l’artista: «Il titolo stesso, Mater Ex Mater, evoca un’origine e una provenienza, ma anche una distanza: ciò che nasce dalla Mater e ciò che da essa si distacca, portando con sé la memoria e il conflitto della separazione. [...] Ogni opera vive nel paradosso tra creazione e prigionia, luce e ombra, forma e spirito. Come nello gnosticismo, la materia è al tempo stesso spazio sacro e luogo della caduta.» In questa dialettica, i materiali scelti — ceramica, rame, carta, tappeti — agiscono come conduttori di memoria. La pratica di Sajadi non si limita a una citazione estetica della tradizione persiana, ma ne riattiva il senso profondo, innestando concetti contemporanei in manufatti che conservano il peso del tempo e del gesto artigiano, come i tappeti prodotti nel distretto di Mozafariyeh a Tabriz sotto la sua diretta supervisione. Tuttavia, l’esposizione odierna non è che la metà di un corpo più vasto. La mostra si presenta come Act I proprio a causa di una frattura forzata: gli eventi geopolitici del gennaio 2025 a Tehran hanno imposto una separazione tra l'artista e la sua produzione. Ciò che il pubblico osserva è il risultato di un salvataggio necessario, una prima configurazione installativa composta dai lavori che Sajadi è riuscito a portare fuori dall'Iran prima che il conflitto rendesse impossibile il completamento del piano originale. «I programmi non si realizzano come previsto e ciò che oggi si presenta è una prima configurazione installativa, tra tappeti, ceramiche, disegni e cartoni dei tappeti. Nel 2025 avevo avviato uno studio sulla produzione dei tappeti a Tabriz, presso il bazar nel distretto di Mozafariyeh, uno dei luoghi più rilevanti per la tradizione dei tappeti persiani: qui i miei disegni sono stati “tradotti” e trasformati sotto la mia diretta supervisione.» In questa configurazione, l’opera diventa testimonianza e tensione: un "atto primo" che porta in sé il segno dell'urgenza e l’attesa di una ricongiunzione futura, trasformando la fragilità del momento storico in una geografia di resistenza culturale. «Il mio intento è quello di essere artista contemporaneo con un’identità iraniana e universale. Mater Ex Mater – Act I non è solo una mostra: è un insieme di tracce, non solo materia, ma voce. Un corpo che parla, che contiene, che resiste; una madre-materia da cui, allo stesso tempo, cerchiamo emancipazione..»
CENNI BIOGRAFICI
Navid Azimi Sajadi (1982, Tehran) è un artista multidisciplinare la cui ricerca si muove tra pittura, scultura e installazione, esplorando le interconnessioni storiche e simboliche tra Oriente e Occidente. Dopo essersi laureato in Pittura presso l’Università d’Arte di Tehran, ha conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e un Master in Curatela presso lo IED. La sua pratica artistica è profondamente influenzata da simbologie arcaiche, iconografia religiosa e filosofia gnostica, che rielabora attraverso un linguaggio contemporaneo in grado di riflettere sulle complessità geopolitiche attuali. Vive e lavora a Teheran. Il suo percorso è segnato da importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Viero per l'Arte Contemporanea (2019), Premio Combat (2018), Mopcap Prize Dubai (2010), Premio Fondazione Amedeo Modigliani (2009), oltre a prestigiose residenze presso il MACRO di Roma, il Castello della Zisa di Palermo, Çukurova di Tarsus e il CFPR-UWE di Bristol. Le sue opere sono state esposte in istituzioni e rassegne internazionali di rilievo come la 9ª Biennale di Shanghai, il MAXXI (Roma), il Chelsea College of Art (Londra) e la Triennale di Milano. Partecipa regolarmente alle principali fiere di settore, tra cui Art Dubai, Asia Now (Parigi), Contemporary Istanbul. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e permanenti internazionali, tra cui: Hittay Holding collection, Morhaim Collection, Ercanlilar Collection, Istanbul – Foundry Dubai (EMAAR Collection), Dubai – Museo Bilotti, Rende – MU.SP.A.C., L’Aquila – Sharjah Art Foundation, Emirati Arabi Uniti – R. Khadjavi Collection, New Yorok - Namazi Museum, Tehran – Fondazione Mario Diana, Caserta – Fondazione Modigliani, Parigi/Roma.
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